martedì 1 aprile 2014

Senato delle autonomie

NASCE IL SENATO DELLE AUTONOMIE Il nuovo sistema bicamerale è differenziato. Solo la Camera dei Deputati dà la fiducia al Governo. La Camera esercita le funzioni di: indirizzo politico; attività legislativa ordinaria; controllo dell'operato del Governo. Il Senato della Repubblica cambia il suo nome in SENATO DELLE AUTONOMIE; è organo rappresentativo delle Istituzioni territoriali, partecipa alla funzione legislativa. FUNZIONE LEGISLATIVA DEL SENATO DELLE AUTONOMIE razionalizzazione del procedimento legislativo salvo i casi di leggi di revisione costituzionale e di leggi costituzionali (che rimangono di competenza di entrambe le Camere), tutte le leggi sono approvate esclusivamente dalla Camera dei deputati. Al Senato delle Autonomie è tuttavia riconosciuta la facoltà di pronunciarsi e proporre modifiche su ciascun disegno di legge. In alcuni ambiti di interesse delle Autonomie territoriali, le proposte di modifica espresse dal Senato possono essere superate solo con il quorum rafforzato della maggioranza assoluta dei componenti della Camera dei deputati. Tra questi ambiti: ordinamento, organi di governo, legislazione elettorale e funzioni fondamentali dei Comuni e delle città metropolitane; norme generali sul governo del territorio e l'urbanistica; il sistema nazionale ed il coordinamento della Protezione civile; le modalità di partecipazione di Regioni e Province autonome alle decisioni in materia comunitaria ed internazionale; il coordinamento Stato-Regioni in materia di immigrazione, ordine pubblico e tutela dei beni culturali e paesaggistici; la disciplina della finanza regionale e locale il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e incompatibilità dei membri degli organi regionali. Il Senato delle Automomie può esprimere un parere su ogni progetto di atto normativo o documento all'esame della Camera dei deputati ed ha altresì la facoltà, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, di richiedere alla Camera dei deputati di procedere all'esame di un disegno di legge. Ecco cos'altro contiene il ddl del governo Renzi sulle riforme costituzionali, varato dal Cdm. RAFFORZATO IL RUOLO DEL GOVERNO IN PARLAMENTO: SU DDL VOTO CON DATA CERTA Viene rafforzato il ruolo del Governo in Parlamento, prevedendo l'introduzione dell'istituto del voto a data certa, in base al quale il Governo può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare che un disegno di legge sia iscritto con priorità all'ordine del giorno e sottoposto alla votazione finale entro sessanta giorni dalla richiesta Introdotti comunque nuovi limiti alla decretazione d'urgenza. FUNZIONI NON LEGISLATIVE DEL SENATO DELLE AUTONOMIE (Come avviene oggi) L'elezione e il giuramento del Presidente della Repubblica; La messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica; L'elezione di un terzo dei componenti il Consiglio superiore della magistratura; Due dei cinque giudici costituzionali di nomina parlamentare vengono eletti dal Senato delle Autonomie. RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI: COMPONENTI NON ELETTI, DENTRO 21 CITTADINI Del nuovo Senato (di non eletti) faranno parte: i presidenti delle Giunte regionali e delle Province di Trento e Bolzano; i sindaci dei Comuni capoluogo di Regione e di Provincia autonoma; due membri eletti tra i componenti del Consiglio regionale (con voto limitato); due sindaci eletti dai sindaci della Regione (con voto limitato); ventuno cittadini nominati dal Presidente della Repubblica, per la durata di sette anni, che abbiano onorato l'Italia per meriti in campo sociale, artistico, letterario o scientifico. Per quanto riguarda i senatori a vita, vengono aboliti quelli di nomina presidenziale; ne faranno parte di diritto (salvo rinunzia) gli ex presidenti della Repubblica. La durata del mandato dei componenti del Senato delle Autonomie coincide con la durata degli organi delle Istituzioni nelle quali sono stati eletti. I membri del Senato delle Autonomie, così come i deputati, hanno potere di iniziativa legislativa. RIDUZIONE DEI COSTI: NIENTE INDENNITÀ AI NUOVI SENATORI Ai fini del contenimento dei costi della politica: i membri del Senato delle Autonomie non ricevono alcuna indennità; gli emolumenti spettanti al Presidente della Giunta regionale e ai membri degli organi regionali non possono superare l'importo di quelli spettanti ai Sindaci dei comuni capoluogo della Regione; non possono essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari in favore dei gruppi politici rappresentati nei Consigli regionali. SOPPRESSIONE DEL CNEL Il progetto di revisione costituzionale prevede l'abolizione del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, organo che non appare oggi più rispondente alle esigenze di raccordo con le categorie economiche e sociali che in origine ne avevano giustificato l'istituzione. Infine, il ddl del governo Renzi sulle Riforme costituzionali riscrive le norme su Regioni ed Enti locali abolendo le Province. LA RIFORMA DEL TITOLO V La revisione del Titolo V è volta a definire un sistema di governo multilivello più ordinato, in grado di bilanciare interessi nazionali, regionali e locali ed assicurare politiche di programmazione territoriale coordinate. Ferma restando l'abolizione delle Province, che viene confermata, il progetto di revisione costituzionale prevede il superamento dell'attuale frammentazione del riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni. Viene superata la rigida ripartizione legislativa per materie in favore di una più moderna e flessibile ripartizione anche per funzioni che prevede: l'eliminazione delle competenze legislative 'concorrenti' e la conseguente ridefinizione delle competenze 'esclusive' dello Stato e di quelle 'residuali' delle Regioni; l'introduzione di una 'clausola di supremazia' della legge statale sulle leggi regionali; l'introduzione della possibilità per lo Stato di delegare, anche temporaneamente, alle Regioni la funzione legislativa nelle materie di propria competenza esclusiva Sono materie di esclusiva competenza statale, tra le altre: coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; le norme generali sul procedimento amministrativo e sulla disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche; l'ordinamento scolastico, l'istruzione universitaria e la programmazione strategica della ricerca; l'ordinamento di Comuni, Città metropolitane ed enti di area vasta; il commercio con l'estero, ambiente, ecosistema, beni culturali e paesaggistici; norme generali per la tutela e sicurezza del lavoro.